La storia della donazione di sangue a Parma è inevitabilmente legata alla figura di Walter Torsiglieri e anche se altri personaggi ebbero meriti impareggiabili nell’evoluzione e nella diffusione del dono del sangue, a lui è riconosciuto senza dubbio il merito e il privilegio di essere stato il medico più amato dai donatori, grazie al rapporto che seppe sempre stabilire con ognuno di loro, che lui per primo, amava e rispettava. Il suo percorso professionale coincise con i passaggi più significativi  della storia della donazione di sangue, dall’epoca pioneristica della siringa Joubé, fino all’epoca contemporanea e il suo ruolo di medico trasfusionista, dai tempi delle trasfusioni dirette fino alle più recenti metodiche di prelievo in aferesi, gli consentì di consolidare la sua figura di riferimento in questo ambito di volontariato. Questo percorso, che fu sempre associato al periodo nel quale la donazione di sangue era caratterizzata da un rapporto umano forte di relazioni interpersonali intense e dirette, impresse e fissò il suo nome ad un’epoca. Importante fu il suo contributo medico, fondamentale nell’impostazione organizzativa del primo Centro Trasfusionale Ospedaliero (1951) e successivamente alla creazione del secondo, quello attuale (1978), a lui intitolato. In questo ambito, seppe mantenere livelli di eccellenza di tipo organizzativo, scientifico e qualitativo, grazie alle sue capacità gestionali e alla sua ampia visione del contesto trasfusionale. Fra tutte prevalsero sempre le sue doti relazionali e umane verso il malato e il donatore. La sua eredità professionale fu raccolta dai suoi collaboratori, che ebbero il merito di onorarla sviluppando standard di elevata qualità nel reparto. Se la provincia di Parma è sempre stata virtuosa per l’elevata e diffusa presenza di donatori su tutto il territorio, lo deve sicuramente anche a lui, che ha rappresentato uno dei ruoli chiave nell’ambito del complesso sistema locale, dove l’equilibrio fra le associazioni, il servizio trasfusionale e le istituzioni è sempre stato un esempio di efficienza, altruismo e generosità.

Oggi a dieci anni dalla sua scomparsa vogliamo ricordarlo nel modo in cui siamo certi che avrebbe voluto essere ricordato: dai suoi donatori. Allo stesso modo però, anche la sua città vuole riconoscergli un tributo indelebile che possa essere testimonianza dei fondamentali valori umani e sociali che ha coltivato.

Parma, 15 Maggio 2016

Articolo Gazzetta di Parma 16/06/2016

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