Farmaci - Se prendo delle medicine, posso donare oppure no?

  • E’ bene ricordare che, se si assumono farmaci, sia prescritti dal proprio medico che assunti spontaneamente, vi è una “alterazione del proprio benessere” o una malattia che lo richieda. Quindi la possibilità di donare o no dipende da quale condizione fisica e da quali medicine si stanno assumendo.
  • Per “medicina” s’ intende ogni sostanza o associazione di sostanze in grado di “esercitare un’azione farmacologica, immunologica o metabolica” (es.: farmaci dell’industria, di erboristeria, di medicine alternative, etc). Le medicine, per curare, devono passare attraverso il sangue e raggiungere i tessuti corporei dove agire.
  • La medicina assunta passa, anche se in piccola parte, nel sangue donato e poi al malato. Questi non solo non ne ha beneficio (dose troppo bassa), ma anzi può averne un danno (allergia, interazioni con altre medicine, ecc.).
  • Non esistono farmaci che siano privi di effetti collaterali ed alcuni di questi possono compromettere l’efficacia o la sicurezza della donazione.
  • Alcune Medicine sono TERATOGENE: sono farmaci che, se somministrati a una donna gravida, possono causare malformazione nel nascituro. Non possiamo sapere se il sangue donato sarà trasfuso ad una donna, un uomo o un bambino e perciò non è giusto far correre rischi aggiuntivi.

  • , se hai fatto la “vaccinazione antitetanica”, cioè quella iniezione che protegge per 10 anni, e se sono passate almeno 48 ore.
  • No, se invece sono state somministrate le “Immunoglobuline antitetaniche”, perché sono derivati dal plasma umano e il DM prevede una sospensione di 4 mesi. Sono farmaci che vengono generalmente somministrati al Pronto Soccorso e servono per proteggere nell’immediato (circa 1 mese) dall’infezione tetanica.

È indispensabile che il medico AVIS valuti le risposte delle indagini diagnostiche prescritte dal medico curante per poter stabilire se possono interferire con la donazione:

  • Per le modalità usate (esami di radiologia, TAC, RMN con e senza mezzo di contrasto, endoscopie, ecc.)
  • Per i risultati e i referti stessi degli esami eseguiti.

  • Perché ci vuole tempo per poterli analizzare e studiare attentamente da parte del medico AVIS e la cadenza delle visite per le donazioni verrebbe interrotta.
  • È opportuno inviarli prima (via e-mail al sito di AVIS Provinciale Parma sezione “Il medico risponde”) così si evita al donatore il pericolo di presentarsi e non poter donare, proprio per i risultati degli esami stessi. Questo crea indubbi disagi e perdita di tempo per il donatore, che magari si è preso una giornata di permesso.
  • In questo caso si evita di occupare un posto utile per la donazione di un altro donatore.